
17.3.26 Il parlamento insediato dalla giunta militare, riunitosi per la prima volta il 16 marzo, è composto dagli artefici del colpo di stato del 2021 e dai comandanti responsabili della sanguinosa repressione che ne è seguita e che continua anche ora. Essi siedono accanto ai propagandisti che hanno giustificato le atrocità, ai signori della guerra che le hanno finanziate e ai ministri della giunta, avallati dalle autorità, che le hanno supervisionate. Un quarto dei seggi disponibili nelle camere alta e bassa – 166 seggi – è riservato ai militari, mentre l’USDP (il partito dei militari, ora in borghese) si è aggiudicato i restanti 339. Altri ventuno partiti hanno ottenuto da uno a venti seggi ciascuno. Nei prossimi giorni, il loro leader assumerà la presidenza, una carica che ambisce da anni. Questo è il primo compito fondamentale di un parlamento militare, concepito per formalizzare il governo militare sotto una nuova denominazione. Per attuare questo piano, la giunta ha posto a capo di entrambe le camere del parlamento le figure a lei più fedeli e fidate. I Generali e i fedelissimi di fiducia, eletti con il partito USDP, si apprestano a conquistare la vicepresidenza e i ruoli ministeriali.U Khin Yi, ex generale di brigata e capo della polizia, ora presidente del Partito USDP, affiliato ai militari, è stato nominato presidente della Camera bassa. Fedele esecutore di diversi dittatori, da Than Shwe a Min Aung Hlaing, il suo curriculum parla da sé. Al suo fianco, in qualità di vicepresidente del Parlamento, figura il Ministro dell’Informazione U Maung Maung Ohn, anch’egli ex Generale. Alla Camera alta, l’ex generale Aung Lin Dwe, uno dei più stretti collaboratori di Min Aung Hlaing e figura di spicco dell’organo di governo della giunta, ha assunto la presidenza.
