ITALIA-BIRMANIA.INSIEME è nata nel 2013 dal progetto di rappresentanti del mondo del lavoro italiano e birmano, con l’obiettivo di sostenere a titolo totalmente gratuito e volontario le donne e degli uomini che in Birmania lottano per la democrazia, l’empowerment delle donne, lo sviluppo sostenibile, la collaborazione interetnica, la giustizia sociale, i diritti e il lavoro dignitoso. Tanto più a seguito del colpo di stato militare di 5 anni fa.
Dal colpo di stato militare, l’associazione ha realizzato programmi a tutela dei diritti umani e del lavoro, dell’empowerment delle donne, a sostegno delle attiviste e attivisti in carcere; la creazione di reti di opposizione non violenta, il sostegno ai giovani contro l’arruolamento forzato, la tutela della salute degli sfollati e programmi di riqualificazione professionale degli sfollati, delle contadine, negli stati Karen, Shan, Mon e dei rifugiati in Thailandia.



Altri progetti
Progetto pilota per la qualificazione dell’offerta turistica in un’ottica di turismo responsabile nello Stato Shan, Myanmar

Il progetto, finanziato da ICEI ha avuto due obiettivi primari:
A) il miglioramento dei sistemi di produzione, lavorazione e commercializzazione del caffè in un’ottica di sostenibilità̀ e di rispetto degli standard di commercializzazione internazionale, con l’obiettivo di arrivare ad una esportazione verso l’Europa, valorizzando il migliorando delle condizioni di lavoro, dei i redditi dei piccoli produttori, attraverso la promozione del lavoro dignitoso e la tutela dell’ambiente. B) lo sviluppo di un’offerta turistica tra i piccoli produttori di caffè, di agrumi e ortaggi (tutte le produzioni sono intrinsecamente collegate), promuovendo il turismo agricolo nelle piantagioni durante i vari momenti della produzione; sviluppando altresì esperienze di coffee cupping, di vendita di caffè organico per i turisti e di assaggio dei prodotti della foresta. Ywangan, è fuori dalle rotte turistiche tradizionali, anche se ospita alcune inaspettate bellezze naturali e paesaggistiche, e le tradizioni etniche delle popolazioni Danu sono un elemento fondamentale della quotidianità delle popolazioni locali. La Zona Amministrativa Speciale, oggi è valorizzata sul piano turistico dal cosiddetto Danu Trail, un percorso di trekking che va dal lago Inle attraverso Pindaya fino a Ywangan e che permette di percorrere a piedi in bici o in moto lunghissimi sentieri panoramici. Ywangan, rispetto a Pindaya e Kalaw, pur avendo alcune interessanti attrazioni turistiche naturali, è praticamente fuori dal circuito tipico del turismo internazionale.
Ciò per molteplici motivi, tra cui l’assenza di un sistema di promozione turistica, la scarsa quantità e qualità delle infrastrutture turistiche locali (hotel, trasporti pubblici da e verso l’aeroporto di Heho, informazioni turistiche etc.) che limitano le connessioni con le altre aree di interesse turistico nel sud dello Stato Shan. Inoltre l’esiguità degli skill delle istituzioni locali, la scarsa cultura e preparazione turistica degli addetti del settore (hotel, ristoranti, guide turistiche) e la non conoscenza della lingua inglese non hanno permesso, ad oggi, la necessaria valorizzazione turistica dell’area e dell’indotto.
HOPE: SOSTEGNO AI RIFUGIATI FUGGITI DALLE VIOLENZE DELLA GIUNTA MILITARE BIRMANA

Il progetto è stato realizzato in Myanmar, nello Stato Kayin (Karen) e si è posto l’obiettivo di garantire 1) istruzione a 200 bambini, adolescenti e 20 giovani all’ITC, figli di coloro che sono dovuti fuggire dalle città e dai villaggi, bombardati dalla giunta militare birmana. L’ultimo rapporto del mese di settembre 2022 dell’UNHRC dichiara che all’interno del paese vi sono oltre 1.347.400 rifugiati interni di cui 1.018.800 dal colpo di stato militare, (87.400 solo nello Stato Kayin, secondo UNHCR ma 170.000 sfollati informali, secondo il Karen Human Rights Group). Secondo l’Unicef, oltre 14.4 milioni di persone, di cui 5 milioni di bambini, hanno bisogno di assistenza. 471.590 di questi hanno bisogno di assistenza critica.
Il progetto educativo è stato realizzato, grazie al coinvolgimento di 14 insegnanti fuggiti dalle città, a causa della repressione, ora sono rifugiati interni. Durante la giornata è stato garantito un pasto a tutti i bambini e ragazzi coinvolti nel progetto, oltre a materiale didattico, stampato per l’occasione. Le lezioni si sono tenute nei locali adibiti a scuola nel villaggio di Mekattha nel distretto di Dooplaya, Stato di Kayin (Karen). Il progetto ha inteso migliorare le condizioni di vita dei figli degli sfollati interni, attraverso il loro coinvolgimento in attività educative partecipative e il supporto psicologico e sociale per superare i traumi del conflitto (OG).
Obiettivi specifici: garantire l’istruzione di 200 bambini/adolescenti (OS1) Il reinserimento e il potenziamento delle competenze professionali degli insegnanti, che hanno dovuto abbandonare il lavoro a causa delle minacce della giunta militare, e il futuro possibile reinserimento dei bambini nei processi scolastici, forze trainanti per innescare processi per migliorare le condizioni di vita locali.
Molti villaggi sono stati bruciati dai soldati della giunta per rappresaglia e per schiacciare l’opposizione democratica. Decine di persone sono state bruciate vive. Nel solo Stato di Kayin (Karen), Secondo l’UNHCR, nel febbraio 2022 c’erano 68.400 sfollati in campi temporanei, senza alcuna assistenza umanitaria, perché bloccati dai militari. Nel distretto di Dooplaya, nel gennaio 2022, quasi 20.000 persone sono fuggite dai loro villaggi a causa dei bombardamenti aerei.
