Due bombe a mezzogiorno sul mercato di Kyauktaw, città del Rakhine controllata dai ribelli dell’Arakan Army: 49 morti e 58 feriti, il raid più grave da dicembre. I militari tacciono, la Malesia avvia i rimpatri.

Tra le persone uccise e ferite ci sono persone provenienti da diverse comunità. Le nostre fonti ci dicono che almeno 13 Rohingya sono morti o dispersi, compresi bambini di appena 9, 11, 12, 13 e 16 anni. Era l’ora in cui il mercato è più pieno. Mezzogiorno di lunedì (le 7.30 in Italia), le bancarelle sul fiume, i venditori, i clienti con le sporte, i motorini accostati al ponte. Poi un caccia dell’aeronautica birmana e due bombe. Nei video circolati sui social si vedono edifici in fiamme, veicoli sventrati, una parte del ponte accanto al mercato demolita, il fumo che sale su una zona residenziale di Kyauktaw, cittadina fluviale del nord dello Stato Rakhine, 340 chilometri a ovest di Mandalay, la seconda città del Myanmar. Le vittime sono venditori, clienti e passanti. I numeri li ha confermati all’Associated Press un alto responsabile dei soccorsi nel Rakhine, Wai Hun Aung, citando le squadre sul posto: «Questo è uno dei raid aerei più gravi nel Rakhine». Il primo conteggio, lunedì pomeriggio, si era fermato a 33 morti.

Perché un mercato, in una città lontana dal fronte? «Questa località è piuttosto lontana dai combattimenti e non ha nulla a che vedere con il conflitto», ha detto lo stesso Wai Hun Aung a Reuters. Ma Kyauktaw è uno dei 14 township — su 17 — che l’Arakan Army ha tolto ai militari dall’inizio dell’offensiva del novembre 2023, insieme a un quartier generale regionale dell’esercito. Il bersaglio era una città che i generali hanno perso: dall’aria si colpisce ciò che a terra non si controlla più.

La brutalità dell’esercito è implacabile. Per anni ha bombardato comunità, massacrato civili e commesso impunemente crimini orribili in tutto il Myanmar. I responsabili devono affrontare la giustizia. Per troppo tempo la comunità internazionale non è riuscita a fermare questi crimini e a ritenere responsabili i militari del Myanmar. Questo fallimento sta costando vite umane