ITALIA-BIRMANIA.INSIEME con i suoi partner sul terreno nelle aree non controllate dalla giunta, ha continuato, con enormi difficoltà e blocchi, a fornire aiuti alle popolazioni colpite dal sisma. Grazie a Fondazione Prosolidar e NEXUS Emilia Romagna si è riusciti a fornire cibo per bambini, tende, zanzariere, medicinali, bagni mobili, generatori e depuratori di acqua, e a effettuare percorsi di formazione professionale per la ricostruzione.   Purtroppo, mentre il Myanmar commemora il primo anniversario del devastante terremoto del marzo 2025, il Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (WFP) avverte che le comunità impegnate nella ricostruzione si trovano ora ad affrontare nuove difficoltà: gli effetti della crisi in corso in Medio Oriente sui prezzi di carburante, cibo e fertilizzanti stanno spingendo le famiglie vulnerabili sempre più alla fame.Nelle regioni colpite di Sagaing e Mandalay, una famiglia su sei continua ad affrontare un’insicurezza alimentare da moderata a grave.Secondo WFP metà delle famiglie rimane solo marginalmente sicura dal punto di vista alimentare, sopravvivendo giorno per giorno e incapaci di assorbire anche il minimo shock. Questo ulteriore shock si sta ora facendo sentire.

«Le persone sopravvissute al terremoto avevano appena iniziato a rialzarsi, e ora un altro colpo le sta buttando di nuovo a terra», ha dichiarato Michael Dunford, Direttore e Rappresentante del WFP in Myanmar. «Questa nuova ondata di instabilità globale sta colpendo il Myanmar nel peggior momento possibile».Il conflitto in Medio Oriente sta interrompendo i trasporti e causando carenze di carburante in tutto il Myanmar. L’aumento dei prezzi del carburante sta facendo lievitare i costi di trasporto di cibo e prodotti agricoli, gravando ulteriormente sulle famiglie che già faticano a permettersi i beni di prima necessità.La crisi sta colpendo anche gli agricoltori del Myanmar, che si stanno preparando per i raccolti della stagione dei monsoni. Con la domanda di fertilizzanti che dovrebbe aumentare nei prossimi tre mesi, la carenza di carburante e l’aumento dei costi dei fattori produttivi minacciano di far raddoppiare le spese di produzione rispetto all’anno scorso. Si prevede che questi shock cumulativi colpiranno più duramente le aree già colpite da conflitti e terremoti, come Chin, Kachin, Kayah, Rakhine, Sagaing e Shan, aggravando l’insicurezza alimentare in un Paese dove 12,4 milioni di persone – quasi un quarto della popolazione – soffrono già di fame acuta.