3.4.2026 Il Consiglio di Amministrazione dell’ILo riunitosi a Ginevra dal 23 marzo al 2 aprile ha adottato una serie di misure a fronte della mancata attuazione da parte della giunta militare del Myanmar della Risoluzione approvata a giugno 2025 dalla Conferenza ILO in base all’art. 33 della Costituzione di questa Agenzia ONU che definisce, attua e verifica le norme internazionali sul lavoro. Il Consiglio di Amministrazione ha deplorato ancora una volta la continua assenza di progressi verso il rispetto della volontà del popolo e il ripristino delle istituzioni e dei processi democratici a cinque anni dal colpo di stato militare, ed ha espresso profonda preoccupazione per le elezioni generali organizzate dai militari;. Ha esortato le autorità militari a porre immediatamente fine a tutti gli atti di violenza e agli arresti, alle detenzioni e alle torture arbitrarie di sindacalisti, attivisti del lavoro e altri, compresi i Rohingya, nell’esercizio dei loro diritti umani, e a garantire l’immediato e incondizionato rilascio dei detenuti senza ricorrere all’articolo 401 del Codice di procedura penale; ha invitato le autorità militari a:

• cessare immediatamente tutte le violazioni individuate dalla Commissione d’inchiesta e garantire che le organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori possano esercitare i propri diritti in un clima di libertà e sicurezza, liberi da violenze, arresti arbitrari e detenzioni, e revocare senza indugio qualsiasi ordine militare, provvedimento legislativo o di altro tipo, emanato a partire da febbraio 2021 e identificato come restrittivo della libertà di associazione e delle libertà civili fondamentali dei sindacalisti;

• adottare misure immediate per porre fine, nella legge e nella pratica, a qualsiasi reclutamento forzato nelle forze armate in violazione della Convenzione sul lavoro forzato del 1930 (n. 29), compreso il reclutamento forzato di minori;

• fornire le necessarie garanzie e assicurazioni al più alto livello che consentirebbero a una missione dell’OIL di visitare il paese e di svolgere il proprio mandato in piena indipendenza e sicurezza, senza ritorsioni, sanzioni o pregiudizi nei confronti di alcuna persona che entri in contatto con essa, e continuare a collaborare con l’Ufficio per determinare le modalità di una possibile missione; ha invitato le parti costituenti dell’Organizzazione – governi, datori di lavoro e lavoratori – a continuare ad adottare misure per garantire un efficace seguito alla risoluzione della Conferenza del 2025, compresa una revisione delle loro relazioni con le autorità militari per garantire che non consentano, agevolino o prolunghino le violazioni dei diritti dei lavoratori in relativi alla libertà di associazione e al lavoro forzato, nonché al rispetto del principio di non respingimento, e a fornire informazioni al Direttore generale su eventuali misure adottate e altri sviluppi entro il 21 settembre 2026 per la trasmissione al CdA nella sua 358a sessione (novembre 2026);