scarsi sono i dati sul potenziale complessivo delle risorse petrolifere e di gas del paese
(AFP) – la Birmania ha dichiarato che i giganti del settore energetico Chevron, Shell e Total sono tra i vincitori dell’ incredibile asta per i diritti di esplorazione offshore oil e gas stimolando la speranza che le risorse naturali del paese potranno guidare la crescita economica. Il paese impoverito da circa cinque decenni di regime militare è oggetto di interesse febbrile da parte delle aziende energetiche che, dalla sospensione delle sanzioni, puntano ad ottenere una quota di potenziale energia non sfruttata.
Il Ministro per l’energia ha dichiarato che un totale di 68 aziende provenienti da tutto il mondo hanno espresso da subito interesse nell’asta, che è stata lanciata ad aprile 2013, con 30 aziende che hanno presentato le loro proposte. Le aziende che hanno vinto includono anche i giganti americani Chevron e ConocpPhillips, la norvegese Statoil e l’inglese BG. Un totale di 30 blocchi offshore sono stati messi all’asta e non è chiaro quando verranno assegnati i restanti 10.
Il ministro ha dichiarato che riceverà 226.1 milioni di dollari come bonus derivante dall’ accordo una volta che verrà dato inizio alle esplorazioni dei 10 blocchi sulle acque shallow e dei 10 blocchi nelle acque profonde. “questa cifra è la più alta mai ricevuta prima”, ha dichiarato il ministro. Ma nonostante l’eccitazione per il potenziale di gas e oil vi sono pochi dati sulla grandezza delle riserve del paese. Coloro che hanno preso parte all’asta per le shallow waters, dovranno costituire partnership con aziende locali, mentre coloro che lavoreranno nelle acque profonde avranno un diritto die splorazione pieni visti gli alti costi e le elevate professionalità che questo richiede. Questo accordo è il primo nel settore che sino ad oggi è stato strettamente controllato e soggetto al regime corrotto ed opaco durante la giunta militare. Gli offerenti dovranno comunque firmare un contratto di condivisione con la azienda statale Myanma Oil and Gas Enterprise (MOGE). Il Moge è stato sotto attacchi nel passato, tra l’atro da parte della leader dell’opposizione Aung San Suu Kyi per l’assenza di trasparenza e il governo ha chiesto una apertura finalizzata a assicurare gli investitori preoccupati dalla corruzione. Molte aziende straniere, tra cui la Total e la Chevron, che entrarono prima della introduzione delle sanzioni, hanno già raggiunto accordi di partnership con aziende locali nei blocchi offshore esistenti.
