ITALIA-BIRMANIA.INSIEME scrive al Ministro degli Affari Esteri Tajani, all’Alta Rappresentante dell’Unione Europea Kaya Kallas e al Commissario europeo per il Commercio e la Sicurezza Economica Maroš Šefčovič, esprimendo forte preoccupazione in vista del rinnovo delle misure restrittive UE contro il Myanmar previsto per aprile. Nonostante l’escalation delle violazioni dei diritti umani e i continui bombardamenti aerei contro la popolazione civile, vi è il rischio che il rinnovo delle sanzioni non comporti un rafforzamento del regime sanzionatorio attuale.  Secondo l’associazione, alla luce:

  • della nomina di un finto “governo civile” che è la continuazione del controllo militare;
  • del crescente sostegno politico, militare e logistico alla giunta da Russia, Bielorussia, Iran e Cina;
  • dell’aumento documentato delle importazioni di carburante per aviazione attraverso flotte “ombra”, assicurazioni opache e meccanismi finanziari sotto controllo militare;

è essenziale che l’Unione Europea rafforzi, e non si limiti a mantenere, le misure restrittive esistenti. Dati recenti, anche di Reuters e Amnesty International, evidenziano come la catena di approvvigionamento del carburante per l’aviazione della giunta si intrecci con reti di elusione delle sanzioni riconducibili a operatori russi e iraniani. Allo stesso tempo, istituzioni finanziarie pubbliche del Myanmar a partire dalla Banca Centrale, risultano coinvolte nell’allocazione di valuta estera derivante dalle esportazioni per sostenere acquisti funzionali alle operazioni militari. Secondo ITALIA-BIRMANIA.INSIEME, l’attuale quadro sanzionatorio presenta un vuoto strutturale: pur prevedendo embargo sulle armi e congelamento dei beni, non interrompe in modo efficace la filiera integrata che consente alla giunta di procurarsi carburante per aviazione né affronta adeguatamente il ruolo delle banche pubbliche nazionali. L’associazione chiede quindi:

  • un divieto esplicito sulla fornitura di carburante per aviazione e sui relativi servizi finanziari e assicurativi per uso militare;
  • criteri chiari per sanzionare banche pubbliche che forniscano supporto materiale dimostrabile alla giunta;
  • misure rafforzate contro l’elusione delle sanzioni, includendo intermediari, operatori marittimi e compagnie assicurative;
  • un’azione coordinata dell’UE contro le filiere collegate a reti russe e iraniane;
  • la tutela esplicita delle operazioni umanitarie e delle rimesse dei migranti. Alla lettera è stata allegata una proposta di modifica del Regolamento (UE) n. 401/2013, aggiornato nel 2024 e 2025, che – sottolinea l’associazione – è pienamente coerente con l’attuale base giuridica e ne rafforza l’efficacia chiudendo le lacune operative. È inoltre allegato un elenco di navi e società coinvolte nella catena di approvvigionamento del carburante per l’aviazione della giunta, che dovrebbero essere oggetto di misure restrittive. “Non agire ora – conclude l’associazione – rischia di indebolire la credibilità dell’Unione Europea in un momento in cui un allineamento autoritario coordinato tenta di minare l’efficacia delle sanzioni internazionali.”