On. Stefania Craxi
Sottosegretario di Stato
Agli Affari esteri
c.c. Amb. Attilio Massimo Iannucci
Ministero Affari Esteri
Roma, 23 marzo 2009
Oggetto: prossima revisione della Posizione Comune dell’Unione Europea sulla Birmania
Cara Signora Sottosegretario,
Le scrivo in vista della prossima revisione ad aprile, della Posizione Comune dell’UE sulla Birmania.
Come Lei sa, la situazione dei diritti umani e del lavoro in Birmania ha continuato a peggiorare nel corso dell’ultimo anno. Il numero di prigionieri politici e sindacali è raddoppiato rispetto a quello registrato prima delle proteste del 2007 e numerosi prigionieri sono stati condannati a pene straordinariamente gravi. Proseguono inoltre gli attacchi e la discriminazione contro i gruppi etnici. Ma come sindacato, nonostante l’impegno dell’ILO e la recente firma dell’Accordo che dovrebbe tutelare coloro che denunciano i casi di lavoro forzato, ci preoccupa enormemente la crescita esponenziale del lavoro forzato, sia da parte delle autorità locali che dell’esercito, soprattutto nelle zone etniche e nelle aree dove si stanno costruendo grandi infrastrutture: dighe, gasdotti. Altrettanto grave è il fatto che migliaia di persone sono state obbligate al lavoro forzato anche nelle attività di ricostruzione, finanziate dalle organizzazioni internazionali e dai governi a seguito del ciclone Nargis. La preoccupazione in merito alla gravità degli abusi compiuti dal regime è tale che vi è anche la richiesta da parte di alcune organizzazioni, che il regime sia chiamato a rispondere di fronte alla Corte Penale Internazionale. Inoltre la Birmania deve far fronte ad una crescente crisi umanitaria, dovuta alle conseguenze del ciclone Nargis, all’attuale grave crisi nella Birmania orientale, alla carestia nello stato del Chin e alla crescente povertà in tutto il paese.
La dittatura al governo ha respinto le richieste di Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, dell’Assemblea Generale, dell’Unione Europea, dell’ASEAN, dell’ILO che chiedevano il rilascio dei prigionieri politici, la completa interruzione del lavoro forzato, la effettiva punizione di coloro che ne sono causa e l’avvio di un effettivo dialogo per la transizione verso la democrazia. Al contrario, il regime sta andando avanti con la cosiddetta “road map per la democrazia”, che prevede per il 2010 elezioni che comporteranno l’entrata in vigore di una costituzione che garantirà il mantenimento del potere da parte dei militari.
La European Burma Network, la rete che riunisce organizzazioni sindacali ed ONG europee a sostegno della democrazia in Birmania, di cui fanno parte la CISL e la CIS (la Confederazione Internazionale dei Sindacati), ha concordato una serie di proposte che ho il piacere di inviarLe in allegato e che mi auguro possano essere valutate positivamente dall’Unione Europea, all’atto del rinnovo della Posizione Comune Europea. Sarà soprattutto fondamentale che il rinnovo della Posizione comune Europea ribadisca che le elezioni del 2010 e la costituzione, nella attuale forma, sono inaccettabili e che l’UE sostiene il processo alternativo posto in atto dal governo birmano in esilio e dalle altre forze democratiche, compreso il sindacato birmano FTUB.
Nelle attuali condizioni di chiusura totale rispetto alle richieste internazionali e in un quadro di crescente violazione dei diritti umani fondamentali e del lavoro, la CISL, insieme al movimento sindacale internazionale e al sindacato birmano, è estremamente preoccupata della eventualità di un indebolimento delle sanzioni economiche perché questo manderebbe un segnale negativo alla giunta. Al contrario è importante in questa situazione mantenere una forte pressione internazionale inserendo nelle attuali sanzioni mirate il settore assicurativo degli investimenti e legando la loro riduzione alla attuazione da parte della giunta importanti sviluppi positivi nel processo politico e, ad esempio, al rilascio dei prigionieri politici e sindacali.
Colgo l’occasione per segnalarLe che nella sessione del Consiglio di Amministrazione ILO in corso in queste settimane, sarebbe di grande importanza che l’Italia e la UE sostengano la messa in atto della decisione ILO assunta due anni fa: procedere nella richiesta di un Parere Consultivo urgente alla Corte Internazionale di Giustizia sulla continua, grave violazione della Convenzione sul lavoro forzato, applicare le raccomandazioni della Commissione di indagine ILO, che ha riconosciuto il lavoro forzato in Birmania, come crimine contro l’umanità.
Il Dipartimento Internazionale della Cisl, in particolare la collega Cecilia Brighi, responsabile per l’Asia, è a disposizione Sua e dei suoi collaboratori per ulteriori informazioni, chiarimenti e documentazione.
RingraziandoLa per l’attenzione, La prego di gradire i miei migliori saluti
Luigi Cal
Resp. Dipt. Int.le
